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L’edificio circense occupa il livello inferiore del complesso terrazzato del Foro Provinciale, una vasta spianata delimitata a nord dalla terrazza intermedia e a sud da una diramazione della Via Augusta (fig. 101). Con una lunghezza di m 325 e un’ampiezza di m 115 il circo si dispone sull’asse est-ovest, articolandosi in una serie di ambienti voltati lungo tutto il suo perimetro, funzionali a sostenere i distinti settori delle gradinate e allo stesso di tempo a gestire la circolazione all’interno dell’edificio.

Planimetria ricostruttiva del circo.
101. Planimetria ricostruttiva del circo (rielaborazione autore da Macias et al. 2007, 29, fig. 19).

Nel settore settentrionale gli ambienti sono strutturalmente utili a contraffortare il grande muro di contenimento della Piazza di Rappresentazione, mentre nel lato meridionale una sequenza di arcate e scalinate danno accesso al monumento da sud. Al centro della zona orientale si ubica la monumentale Porta Triumphalis, mentre nel lato opposto si situerebbero le carceres sulle quali purtroppo si dispone solo di poche notizie. A separare l’arena dalle gradinate è un podio alto m 2,45 nel lato settentrionale (si compone di quattro file di blocchi) e m 3,15 in quello meridionale (composto da cinque file di blocchi), coronato nella parte superiore da un balteus, oltre il quale una praecintio permette la distribuzione degli spettatori all’interno della ima cavea composta da tre gradinate. Un ulteriore corridoio separa infine la ima dalla summa cavea che consiste in sette gradinate oltre le quali si dispone un corridoio perimetrale o visorium. Di particolare interesse sono le strutture della zona nord-orientale, un complesso di ambienti voltati, denominato settore della Volta Llarga, la cui stratigrafia architettonica restituisce un contesto denso di modifiche e ripianificazioni di progetto.

Il settore orientale

La conformazione planimetrica del settore orientale, la ravvicinata presenza delle mura urbiche tardo-repubblicane a est e, come si vedrà di seguito, la presenza di strutture previe nella parte più settentrionale, impongono in questa zona una sapiente distribuzione degli spazi dalla pianta irregolare. L’orografia del terreno viene assoggettata per la realizzazione del podio e sfruttata per la costruzione della gradinata. Nella parte più settentrionale di questo settore, il podio è in grandi blocchi disposti a secco, prevalentemente di taglio, e poggia sul banco roccioso regolarizzato al di sopra di un sottile strato di conglomerato. Nella parte più meridionale la fondazione prevede, invece, l’aggiunta di un unico filare di blocchi, a causa dell’abbassarsi del livello di roccia (fig. 102). Gli affioramenti si trovano difatti ancora a una quota elevata in questa zona, tanto che, su questi regolarizzati, viene disposta la muratura in calcestruzzo della gradinata (fig. 103). Tracce di lavorazione oblique e parallele, riconducibili all’utilizzo di piccone, si possono apprezzare ancora oggi sulle zone regolarizzate.

Dettaglio del podio conservato nel settore sud-orientale del circo.
102. Dettaglio del podio conservato nel settore sud-orientale del circo.
Nucleo in calcestruzzo della gradinata che si adatta all’orografia naturale del terreno.
103. Nucleo in calcestruzzo della gradinata che si adatta all’orografia naturale del terreno.

Nella parte nord-orientale del podio si situa una delle porte che dall’arena, e per mezzo di due rampe di scale affrontate, permetteva agli spettatori di distribuirsi sui due lati dell’ima cavea1. Sfortunatamente nulla si conserva a eccezione delle impronte dei gradini nella massa in calcestruzzo.

A sostenere le gettate orizzontali delle gradinate, realizzate in calcestruzzo in cavo armato, si dispongono una serie di ambienti voltati i cui sistemi di copertura prevedono l’unione di porzioni di volte con angolazioni diverse, così da adattarsi costantemente alla forma semicircolare di questa zona.

Gli ambienti conservati si riferiscono esclusivamente al settore sud-orientale: l’asse principale è un grande ambiente (ambiente “a”) denominato Volta de Sant Ermenegild, disposto in direzione nord-sud, lungo m 50 e ampio m 4,60. Con una pendenza che in antico doveva raggiungere il 2,6% procedendo da sud verso nord2, la galleria conduce alla Porta Triumphalis (fig. 104). I paramenti sono in nucleo di calcestruzzo3 e cortina di bozzette regolari in marmo di Santa Tecla/llisós. È probabile che la costruzione dei paramenti fosse stata realizzata con l’ausilio di ponteggi interni a sbalzo. Difatti le tracce rettangolari per l’inserimento delle antenne si rinvengono a partire all’incirca da m 1 dal suolo e si distanziano in senso orizzontale di m 2 (7 piedi), mentre in senso verticale presentano una distanza ridotta (circa m 1), probabilmente attribuibile alla presenza di travicelli che sostenevano i tavolati lignei (fig. 105).

Pianta con dettaglio del settore sud-orientale conservato e dell’ambiente voltato che conduce dalla facciata meridionale del circo alla Porta Triumphalis.
104. Pianta con dettaglio del settore sud-orientale conservato e dell’ambiente voltato che conduce dalla facciata meridionale del circo alla Porta Triumphalis.
Fori da ponteggio nel paramento occidentale dell’ambiente che conduce alla Porta Triumphalis.
105. Fori da ponteggio nel paramento occidentale dell’ambiente (ambiente “a”) che conduce alla Porta Triumphalis.

La copertura con volta a botte in conglomerato si realizza in due parti distinte che ricalcano la planimetria semicircolare dell’edificio. Osservando la copertura in sezione nella parte nord, si intravede la fattura dell’intradosso con caementa che sembrano allettati a mano: si tratta di elementi lapidei di medie dimensioni dalla forma allungata e disposti ordinatamente in senso radiale sulla linea della direttrice, tra i quali si inseriscono elementi più piccoli tipo zeppe (fig. 106). Il risultato è la creazione di un robusto arco, al di sopra del quale si dispongono le gettate di malta di rinfianco per strati orizzontali. Sull’intradosso della volta si rilevano le tracce della costruzione realizzata per settori, spostando progressivamente la stessa porzione di centina. Ogni settore misura m 3,60 (12 piedi circa) (fig. 107). Nella parte nord del paramento occidentale, in corrispondenza delle prime due linee di giuntura dei settori di centina, si osservano due fratture nel paramento, la seconda coincidente anche con un risarcimento della cortina (fig. 108). Difatti la costruzione della copertura con uno spostamento progressivo delle centine, implicava una presa differente della malta per ognuna delle singole porzioni di volta. Questo genera già durante le fasi di costruzione una distribuzione non omogenea delle forze che incidono sulla muratura, determinando la creazione di fratture nella struttura.

Dettaglio della sezione della copertura, visibile nell’accesso a nord, in cui si attesta la fattura dell’intradosso con caementa allettati a mano.
106. Dettaglio della sezione della copertura, visibile nell’accesso a nord, in cui si attesta la fattura dell’intradosso con caementa allettati a mano.
Impronta del settore di centina impiegato per la costruzione della volta in conglomerato dell’ambiente “a”.
107. Impronta del settore di centina impiegato per la costruzione della volta in conglomerato dell’ambiente “a”.
Paramento occidentale dell’ambiente “a” in cui si evidenziano fratture nell’intradosso della copertura e nella cortina.
108. Paramento occidentale dell’ambiente “a” in cui si evidenziano fratture nell’intradosso della copertura e nella cortina.

Sul lato occidentale della galleria principale (ambiente “a”) si aprono sei piccoli ambienti realizzati con paramenti in opera incerta e volte inclinate in calcestruzzo utili a sostenere la gradinata. Resta interessante notare l’adattamento delle strutture alla planimetria dell’edificio. Ad esempio, in corrispondenza dell’angolo sud, un piccolo spazio di raccordo con copertura a due falde (fig. 109a) permette l’accesso al primo degli ambienti del settore orientale e allo stesso tempo al primo di quello meridionale. Entrambi presentano una copertura costruita a partire da piani d’imposta obliqui e paramenti in opera incerta di cui restano visibili le differenti gettate (fig. 109b-c). Si noti come anche in questo caso risulta evidente la fattura dell’intradosso della volta effettuato con materiali lapidei di forma allungata disposti in maniera radiale, su cui successivamente si realizzano le gettate di calcestruzzo per strati orizzontali (fig. 109b). Le volte su piani inclinati sono realizzate in tutti gli ambienti in due porzioni distinte. Il settore più a ovest è il primo a essere costruito, a questo si addossa la restante parte della copertura che però lascia a vista parte della sezione dell’intradosso della prima porzione di volta, pari a m 0,50 (fig. 109c).

Dettaglio di due degli ambienti del settore sud-orientale con copertura su piani inclinati (b-c) e spazio di raccordo con copertura a due falde (a).
109. Dettaglio di due degli ambienti del settore sud-orientale con copertura su piani inclinati (b-c) e spazio di raccordo con copertura a due falde (a).

Il settore meridionale

Il settore meridionale, parallelo alla Via Augusta, costituisce la facciata principale del monumento: tutta la sua lunghezza è difatti scandita da una sequenza di archi pseudo estradossati, realizzati in pietra calcarea, con conci di forma pentagonale che nella parte inferiore presentano una modanatura composta da tre listelli aggettanti a cui segue una scozia e una gola rovescia (fig. 110). I piedritti, culminanti con una mensola aggettante, sono decorati nella parte frontale da paraste scolpite negli stessi blocchi del paramento, di cui però non si conservano i capitelli.

Arcata d’ingresso al circo nella facciata meridionale.
110. Arcata d’ingresso al circo nella facciata meridionale.

Costruttivamente addossata alle arcate in grandi blocchi è la sequenza di ambienti voltati del circo che, oltre a essere elemento sostruttivo della gradinata, dà accesso a parti distinte del monumento. L’ingresso, ubicato nell’estremo orientale del settore meridionale, conduce, ad esempio, dall’esterno dell’edificio alla parte superiore della gradinata. Si tratta di una scalinata, realizzata con gradini in marmo locale di Santa Tecla, coperta per la parte iniziale con volta a botte su murature in conglomerato con cortina di blocchetti regolari in marmo di Santa Tecla/llisós (fig. 111a). All’altezza del secondo gradino della scalinata si attestano incassi che rimandano alla presenza di una porta o di una cancellata che ne regolava l’accesso (fig. 111b). Dal punto di vista costruttivo, l’ambiente voltato si addossa a sud a una delle arcate che scandiscono la facciata dell’edificio: si costruiscono i due paramenti per l’imposta della volta per una lunghezza di m 6,30 e fino a un’altezza di circa m 4 impiegando, anche in questo caso, ponteggi a sbalzo, data l’esigua distanza che separa le tracce quadrangolari in senso verticale (m 1). Successivamente si realizza la copertura in conglomerato, con arco di imposta reso con una ghiera di blocchetti regolari dalla forma rettangolare. I muri che sorreggono la volta vengono costruiti per una lunghezza di m 6,30, ma costituiscono solo in parte il piano di imposta della volta a botte, che è lunga m 4,55 (fig. 112). Tale circostanza determina una distribuzione del carico di forze in maniera eterogena sulla muratura, bene evidenziata da una linea di frattura che corre lungo il punto in cui termina il sistema di copertura. Si può notare infatti il restauro effettuato in corrispondenza della frattura generata a partire dal limite d’imposta della volta (fig. 113). Si costruisce, infine, la restante parte delle murature che fiancheggiano la scalinata e che appartengono alla porzione priva di copertura.

a. Scalinata di accesso alla gradinata del settore meridionale del circo; b. dettaglio dell’incasso per porta o cancellata.
111.a. Scalinata di accesso alla gradinata del settore meridionale del circo; b. dettaglio dell’incasso per porta o cancellata.
Dettaglio del paramento orientale dell’ambiente con scalinata.
112. Dettaglio del paramento orientale dell’ambiente con scalinata.
Dettaglio del paramento orientale dell’ambiente con scalinata con indicazione della frattura lungo il limite d’imposta della volta.
113. Dettaglio del paramento orientale dell’ambiente con scalinata con indicazione della frattura lungo il limite d’imposta della volta.

Altri accessi erano presenti su questo lato del monumento. Procedendo verso ovest si conserva un ingresso che conduce direttamente all’interno dell’arena, attraverso una porta aperta nel podio (fig. 114b). Attualmente si conservano i due ambienti ai lati di questo accesso, coperti con volte conoidiche, realizzate su piani d’imposta obliqui (fig. 114a-c). La copertura dello spazio in corrispondenza dell’accesso sfortunatamente non è conservata, così come la relativa porzione di podio in cui si sarebbe aperta la porta. Si osserva come l’ambiente centrale si restringe in prossimità dell’apertura per la presenza di due strutture in opus caementicium con cortina di bozzette regolari in Santa Tecla/llisós, utili probabilmente a gestire in modo più agevole il flusso di circolazione degli spettatori, così come avviene anche in altri settori del monumento4 (fig. 114b). Nella parte del podio conservata a ridosso dell’ambiente “c”, si apre un ulteriore ingresso. Di questo rimane il piedritto orientale su cui è visibile una risega intagliata nella pietra, un incasso laterale e uno nella parte inferiore utile all’alloggiamento del perno fissato sull’asse verticale della porta (fig. 115). Ciò che risulta interessante è che questo accesso non sarebbe stato praticabile. Difatti, come si può osservare ancora adesso, al podio si addossa uno degli ambienti con copertura inclinata che sostengono la gradinata (ambiente “c”). L’altezza della porta risulterebbe eccessivamente ridotta considerando che l’intradosso della volta raggiunge all’incirca il livello di quota della parte superiore del podio. Tenendo in considerazione che quest’ultimo è il primo elemento strutturale a essere costruito, sembra plausile pensare che l’accesso fosse stato progettato e realizzato, ma che in un secondo momento ne fosse stata ripianificata la posizione, spostandolo verso est in corrispondenza dell’ambiente adiacente.

Ambienti del settore meridionale con accesso all’arena del circo.
114. Ambienti del settore meridionale con accesso all’arena del circo.
Porta progettata e rimasta poi inutilizzata.
115. Porta progettata e rimasta poi inutilizzata.

Sul lato nord dell’ambiente più occidentale (fig. 114, ambiente “a”) si possono ancora apprezzare in sezione i vari momenti della costruzione: l’intradosso della volta, costruito realizzando un vero e proprio arco di elementi lapidei disposti in maniera radiale, viene messo in posa contemporaneamente alla cortina della muratura di rinfianco (fig. 116-1). È possibile difatti osservare come i vari strati siano allettati alla stessa quota nelle due porzioni di muratura. Man mano che si realizza la gettata di ambedue gli elementi, si procede alla prima gettata del nucleo interno, e così di seguito (fig. 116-2). Tuttavia, la presa dei vari strati di malta allettati in momenti diversi risulta differente, tanto da determinare una frattura che corrisponde esattamente con il limite delle gettate del nucleo interno (fig. 117). Per lo stesso motivo la realizzazione dell’intradosso della volta con un arco di elementi lapidei in un momento previo alle gettate di malta per strati orizzontali, genera una frattura che riflette le due fasi distinte della costruzione (fig. 118). Diversamente, nell’ambiente più orientale (fig. 114, ambiente “c”) viene costruita la muratura di rinfianco della volta, che restringe il passaggio della galleria principale, per poi successivamente realizzare lo spazio con relativa copertura. La frattura visibile nella muratura potrebbe essere stata generata in questo caso dalle linee di forza che provengono dalle spinte dell’arco facendo sì che la sezione venisse sollecitata a trazione (fig. 119).

Disegno ricostruttivo delle fasi edilizie per la realizzazione dell’ambiente "a" (disegno autore).
116. Disegno ricostruttivo delle fasi edilizie per la realizzazione dell’ambiente « a » (disegno autore).
Dettaglio della sezione dell’ambiente “a” da nord.
117. Dettaglio della sezione dell’ambiente “a” da nord.
Dettaglio dell’intradosso della copertura dell’ambiente “a”.
118. Dettaglio dell’intradosso della copertura dell’ambiente “a”.
Dettaglio della sezione dell’ambiente “c” da nord.
119. Dettaglio della sezione dell’ambiente “c” da nord.

La restante parte delle strutture che fanno riferimento al settore meridionale del circo non presentano uno stato di conservazione ottimale. Tuttavia, in uno degli immobili in cui questi spazi sono reimpiegati, si conserva la sezione completa dal podium fino alla media cavea5 (fig. 120): il podio è realizzato in opus quadratum e coronato da un balteus6; a sorreggere la gradinata è un’ambiente con muri d’alzato in conglemerato, cortina di blocchetti regolari7 in marmo di Santa Tecla/llisós e copertura in opus caementicium articolata in due porzioni, una a botte e una con piani d’imposta inclinati. A conservarsi attualmente sono tre gradinate della ima cavea e cinque della summa cavea, separate da un corridoio di m 1 di ampiezza8. Su tutto il lato meridionale dell’edificio per la costruzione del podio fu necessario realizzare una fondazione in calcestruzzo in cavo armato dall’altezza di m 2,20 a cui si sovrappone un filare di blocchi9 (fig. 121), a differenza del settore opposto e di quello orientale dove gli affioramenti rocciosi si trovano a una quota più elevata.

Sezione della gradinata meridionale del circo conservata presso l’attuale Plaça de la Font 43.
120. Sezione della gradinata meridionale del circo conservata presso l’attuale Plaça de la Font 43 (in alto: Menchon et al. 1994, fig. 1, 276; in basso: foto autore).
Sezione della gradinata meridionale del circo conservata presso l’attuale Plaça de la Font 43.
121. Sezione ricostruttiva del lato meridionale del circo.

Il settore denominato della Volta Llarga

Come già anticipato nei paragrafi precedenti, il settore nord-orientale del circo rappresenta una zona di particolare interesse in quanto offre importanti spunti di riflessione sull’evoluzione costruttiva del complesso architettonico del Foro Provinciale.

Si tratta di una zona che comprende uno snodo di accessi che interessano la torre di comunicazione ango­lare della piazza intermedia (Torre del Pre­tori), un complesso di ambienti voltati (denominato settore della Volta Llarga) e l’edificio circense.

La zona conosciuta come Volta Llarga, ovvero “volta lunga”, una denominazione attribuita a partire da un lungo ambiente principale (fig. 122, ambiente “a”), è stata oggetto di scavi durante gli anni ’9010 del secolo scorso, sebbene questi non abbiano restituito stratigrafia datante associata alle evi­denze archeologiche in questione. Le strutture romane, infatti, furono riutilizzate in maniera più o meno continuativa nel corso dei secoli già da età tardo-antica, pregiudicando fortemente lo stato di conservazione dei resti11. Nonostante ciò, l’analisi della stratigrafia architettonica ha fornito interessanti spunti di riflessione relativi alla costruzione ed evoluzione del cantiere edilizio in questa zona del Foro Provinciale. Il settore infatti si articola come una successione di momenti costruttivi all’interno di uno stesso spazio, mettendo in evidenza la dinamicità e il naturale svi­luppo di un progetto costruttivo monumentale.

Planimetria ricostruttiva del settore della Volta Llarga.
122. Planimetria ricostruttiva del settore della Volta Llarga.

A una fase precedente alla costruzione della Volta Llarga appartengono una serie di strutture non inquadrabili all’interno di una cronologia assoluta e di cui non è possibile definire una successione o una relazione costruttiva precisa. Si tratta innanzitutto dei resti in opera quadrata già descritti relativamente alla costruzione della Torre del Pretori, ragione per cui si farà solo brevemente riferimento ad essi. Si tratta di un accesso in direzione nord-sud associato a una struttura in grandi blocchi, disposti a secco, che corre sull’asse est-ovest (figg. 88; 122).

Altre evidenze in grandi blocchi, interrati e di cui è visibile solo la cresta, si trovano all’interno della galleria principale del complesso di ambienti della Volta Llarga, sebbene non sembrino relazionabili alle strutture circostanti(fig. 123a). I resti sono stati interpretati come possibile basamento per una macchina da sollevamento impiegata durante il cantiere di costruzione12.

Infine, si rileva la presenza di una struttura in conglomerato dalla forma irregolare individuata in diversi punti delle gallerie. Si tratta di strutture precedenti all’impianto degli ambienti voltati, i quali le riutilizzano (figg. 123b-c; 124).

Strutture previe alla costruzione degli ambienti della Volta Llarga.
123. Strutture previe alla costruzione degli ambienti della Volta Llarga.
Strutture in conglomerato previe alla costruzione degli ambienti della Volta Llarga.
124. Strutture in conglomerato previe alla costruzione degli ambienti della Volta Llarga.

A un momento costruttivo successivo alle emergenze sopra descritte, si riferisce un complesso di ambienti realizzati in conglomerato con coperture voltate a botte. Quello principale è un lungo spazio disposto in direzione est-ovest (figg. 122, ambiente “a”; 125a) dalla lunghezza di m 88,80 e ampiezza di m 4 che si addossa al muro in grandi blocchi della fase precedente. L’accesso principale è sul lato orientale con una porta che nel paramento esterno presenta una ghiera di blocchetti regolari (fig. 126). La quota di circolazione, pressappoco identica a quella attuale, coincide anche con il livello di uso marcato dell’accesso più antico, definito da un arco in blocchi, a cui abbiamo fatto riferimento poc’anzi (fig. 122) e di cui abbiamo avuto già modo di descrivere le caratteristiche13.

Settore della Volta Llarga: a. ambiente principale (ambiente “a”); b. paramento settentrionale dell’ambiente “d”; c. paramento settentrionale dell’ambiente “f”.
125. Settore della Volta Llarga: a. ambiente principale (ambiente “a”); b. paramento settentrionale dell’ambiente “d”; c. paramento settentrionale dell’ambiente “f”.
Rilievo del paramento est e ovest dell’ingresso all’ambiente “a”.
126. Rilievo del paramento est e ovest dell’ingresso all’ambiente “a”.

Perpendi­colarmente a questa galleria si dispone una sequenza di sei piccoli ambienti a cui si accede per mezzo di porte dalla fattura poco rifinita (figg. 122 ambienti “b-g”; 125b-c; 127). Difatti, ad eccezione della porta dell’ambiente “c” con ghiera di blocchetti regolari, le altre presentano una doppia ghiera di elementi lapidei irregolari disposti in maniera radiale. Le stanze hanno dimensioni identiche, lunghezza pari a m 7 e ampiezza di m 4. Fa eccezione l’ambiente “g”, più piccolo in quanto si adatta alla struttura in conglomerato della fase previa che ne occupa buona parte dello spazio.

Rilievo del paramento settentrionale dell’ambiente “d” ed “e”.
127. Rilievo del paramento settentrionale dell’ambiente “d” ed “e”.

A tali ambienti seguono verso sud altri due spazi, paral­leli al corridoio principale. Il primo (figg. 122, ambiente “h”; 128a-b) ha un’ampiezza di m 4, esattamente come la galleria principale, ed è attualmente lungo m 22,70. L’ambiente che, come si vedrà di seguito sarà poi parzialmente modificato, è oggi diviso in due settori ed è stato scavato solo in parte per non pregiudicare la stabilità di strutture abitative di epoca moderna adiacenti alla zona in questione. Tuttavia, la sua lunghezza originaria doveva differire di poco rispetto a quella attuale: presumibilmente il limite orientale doveva corrispondere, in origine, con quello della Volta Llarga; il lato occidentale è chiuso invece dalla struttura in conglomerato preesistente (fig. 123c) che viene riutilizzata così come accade nell’ambiente “g”. Risulta difficile stabilire con precisione quale dei piccoli ambienti dava accesso a questa galleria in quanto i passaggi attualmente esistenti agli ambienti “f” ed “e” non permettono di definire se fossero originariamente predisposti a tale funzione. Un’unica porta originale sembra potersi riconoscere nell’ambiente “b” a partire da quello che sarebbe lo stipite occidentale che nella parte inferiore sembra conservare la sua fattura originale con una rifinitura ad angolo (fig. 128b).

a. Muratura che attualmente divide in due settori l’ambiente “h”; b. porta che permetterebbe l’accesso tra l’ambiente “b” e “h”; c. accesso tra l’ambiente “h” e “i”; d. dettaglio dei resti dell’imposta della volta dell’ambiente “i”.
128.a. Muratura che attualmente divide in due settori l’ambiente “h”; b. porta che permetterebbe l’accesso tra l’ambiente “b” e “h”; c. accesso tra l’ambiente “h” e “i”; d. dettaglio dei resti dell’imposta della volta dell’ambiente “i”.

Infine, nel paramento meridionale dell’ambiente “h” è presente un accesso (fig. 128c) che permette il passaggio verso sud a uno spazio (fig. 122, ambiente “i”) di cui si conserva solo l’imposta della volta nel paramento settentrionale (fig. 128d), marcando una quota di circolazione a un livello inferiore rispetto a tutti gli ambienti precedentemente descritti. Nella riproduzione planimetrica realizzata da J. F. Silvy nel 1748 (fig. 129a), dunque precedente ai danni subiti dalle strutture nel 1813 a seguito del passaggio delle truppe francesi, viene riprodotto quest’ultimo ambiente con un’ampiezza inferiore rispetto a quella dello spazio adiacente e parallelo e a quello principale della Volta Llarga (ambiente “a”), e disegnato come fosse una delle gallerie del circo che sostengono la gradinata. Lo stesso avviene nella pianta realizzata da B. Hernández Sanahuja anteriore al 1879 (fig. 129b). In questo caso i resti della zona erano già stati pesantemente danneggiati, tuttavia è interessante notare come l’autore ne riporti l’ampiezza ridotta rispetto agli altri spazi della Volta Llarga. Se così fosse questo sarebbe il punto di unione tra gli ambienti che nel settore orientale si realizzano a sostegno della gradinata e quelli del settore della Volta Llarga.

a. Planimetria del settore orientale del circo realizzata da J. F. Silvy nel 1748 (da Dupré et al. 1988, 29, fig.2); b. planimetria realizzata da Hernández Sanahuja prima del 1879 (da Nogués 1952).
129.a. Planimetria del settore orientale del circo realizzata da J. F. Silvy nel 1748 (da Dupré et al. 1988, 29, fig.2); b. planimetria realizzata da Hernández Sanahuja prima del 1879 (da Nogués 1952).

La costruzione dei vari spazi si realizza con muri d’alzato in calcestruzzo in cavo armato, di cui sono visibili le impronte dei tavolati lignei, e coperture anch’esse in conglomerato. Sull’intradosso della volta della galleria principale si attestano le tracce delle varie gettate effettuate avanzando progressivamente la centina che, con una lunghezza di m 6,80 circa (23 piedi circa), corrisponde alla lunghezza dei piccoli ambienti perpendicolari. Questa coincidenza di misure suggerisce l’utilizzo delle stesse strutture provvissorie per l’edificazione dei vari spazi voltati.

I piccoli ambienti si addossano stratigraficamente a quello principale che risulta essere il primo a essere costruito. Osservando il paramento settentrionale di tutti i piccoli ambienti si attesta, oltre alle varie gettate orizzontali di calcestruzzo, una stessa fase di costruzione che si interrompe poco al di sopra della ghiera di elementi lapidei dell’arco delle porte. Il riempimento della luce dell’arco d’imposta della volta viene terminato solo prima o in coincidenza della realizzazione della copertura a botte della Volta Llarga, che veniva a chiudere il lato nord degli ambienti (figg. 125b; 130). La fattura di questa parte, che coincide con l’estradosso della volta della galleria principale, si distingue dal resto del paramento per lo scarso uso di malta e, nella maggior parte dei casi, per l’utilizzo di blocchetti di medie dimensioni disposti a mano. Non si esclude che, in alcuni casi, la scarsa fattura di questa porzione di muratura potrebbe indicare un restauro (fig. 125b-c) che appare comunque fedele alle porzioni attribuite a epoca romana, che si conservano originali in alcuni degli ambienti (fig. 130). È probabile che la soluzione sia indizio del procedimento del lavoro effettuato per tempi diversi. Normalmente un momento della costruzione particolarmente delicato era il disarmo della centina, quando l’arco tendeva a cedere aprendosi in chiave verso l’intradosso e alle reni verso l’estradosso. Per ridurre questo fenomeno, o eliminarlo, si ricorreva a una robusta muratura di rinfianco che contrastava il sollevamento alle reni agevolando la serrata in chiave. Nel caso descritto ci troveremmo di fronte al rinfianco della Volta Llarga che chiude la porzione rimasta aperta degli ambienti perpendicolari. Tuttavia, la muratura di rinfianco sembra essere stata realizzata con materiali di riporto scarsamente legati tra loro. La spiegazione sarebbe da individuarsi nella modalità costruttiva della maggior parte delle strutture voltate in conglomerato del Foro Provinciale. Difatti, l’allettamento dei materiali sulla centina avviene disponendo prima una struttura radiale, dunque realizzando una sorta di arco o ossatura in muratura, e solo a tiro iniziato si realizzano le gettate per strati orizzontali. In questo modo, l’uso di materiali di riporto sulle reni, che normalmente le avrebbero alleggerite rischiando il crollo della volta al disarmo, non influiscono in realtà sulla tenuta della struttura. Il processo costruttivo potrebbe anche denunciare una volontà di risparmio di tempo e risorse a disposizione.

Paramento settentrionale dell’ambiente “c” (a sinistra) ed “e” (a destra) in cui si distingue la fattura della parte superiore della muratura con scarso uso di malta.
130. Paramento settentrionale dell’ambiente “c” (a sinistra) ed “e” (a destra) in cui si distingue la fattura della parte superiore della muratura con scarso uso di malta.

In un momento indeterminato il complesso di spazi del settore della Volta Llarga viene parzialmente modificato, a seguito di un evidente ripianificazione del progetto costruttivo vincolata alla realizzazione della Torre del Pretori. La costruzione di quest’ultima determina innanzitutto l’obliterazione della porta in opera quadrata della prima fase, serrata dalla fondazione in conglomerato del nuovo edificio (fig. 131). Avendo precluso l’uso di quest’accesso, si eleva il livello di circolazione di circa m 1,5014 posizionando un nuovo passaggio esattamente in linea con il precedente. A quest’ultimo si associa una scalinata monumentale15 che dal settore orientale dell’edificio circense avrebbe condotto alla piattaforma superiore del circo e all’interno della Torre del Pretori (fig. 132). La modifica implica però la distruzione parziale degli ambienti “i” e “h”, nonché la costruzione di tre ambienti di sostruzione (figg. 122, ambienti “l,m,n”;132) della scalinata e della nuova piattaforma di accesso.

Fondazione in conglomerato che oblitera la porta in opera quadrata della prima fase e nuovo accesso al circo nel lato meridionale della Torre del Pretori.
131. Fondazione in conglomerato che oblitera la porta in opera quadrata della prima fase e nuovo accesso al circo nel lato meridionale della Torre del Pretori.
A sinistra: scalinata d’accesso alla Torre del Pretori; a destra: dettaglio dell’ambiente “n”.
132. A sinistra: scalinata d’accesso alla Torre del Pretori; a destra: dettaglio dell’ambiente “n”.

Risulta difficile definire la funzione di questo complesso di spazi all’interno dei singoli momenti costruttivi.

Il livello di quota di utilizzo degli ambienti della cosiddetta Volta Llarga coincide con quello delle strutture della prima fase in grandi blocchi (figg. 88; 122), elemento certamente non trascurabile, soprattutto alla luce della differenza di quota con gli ambienti voltati del circo che si addossano in senso nord-sud al muro di contenimento della terrazza intermedia (la quota d’uso dell’arena del circo è di circa 47,15 m s.l.m.). Si potrebbe dunque ipotizzare che le strutture della Volta Llarga avessero funzionato in concomitanza con le evidenze in opus quadratum della prima fase. Se così fosse però questi ambienti avrebbero fatto parte di un progetto edilizio previo a quello del Foro Provinciale. Difatti diversamente non sarebbe stato possibile rispettare il percorso che teoricamente portava a immettersi nella galleria inferiore (Volta de la Tecleta) del lato est della terrazza, considerando che sia la luce della porta/arco della prima fase che la sua quota d’uso non coincidono con quelle di suddetta galleria.

Tuttavia, pur tenendo in considerazione quanto detto, si propende per ritenere che il settore della Volta Llarga fosse stato costruito in funzione del progetto architettonico del monumento provinciale. Difatti, innanzitutto bisogna tenere in considerazione la presenza di un altro ambiente parallelo al muro di contenimento, nella parte occidentale di questo, che corre allineato sullo stesso asse della Volta Llarga (fig. 137b). In questo caso l’ambiente sembra essere stato costruito in concomitanza con il discendente per lo smaltimento delle acque meteoritiche della terrazza intermedia, che viene inglobato nella realizzazione della copertura (fig. 173), confermando l’appartenenza di questo spazio al progetto edilizio del Foro Provinciale.

I due ambienti longitudinali sembrano dunque essere stati realizzati per contraffortare l’enorme riempimento di terra della terrazza soprastante, ricordando un po’ la soluzione adottata per risolvere il dislivello tra il Recinto di Culto e la Piazza di Rappresentazione e avendo la funzione, allo stesso tempo, di sostruzione del cosiddetto visorium del circo. A differenza dell’ambiente voltato del settore occidentale, quello della Volta Llarga presenta una pluralità di spazi che sono utili a organizzare una planimetria più articolata in questa parte del circo a ridosso delle mura urbiche, nonché a risolvere un importante snodo di accessi. I piccoli ambienti sembrano infatti realizzati per gestire lo spazio che si veniva a creare tra il muro di contenimento della terrazza intermedia, le mure urbiche e la costruzione futura del circo. Il mantenimento della stessa quota di circolazione con la struttura in blocchi della prima fase potrebbe essere dovuta a una semplice ragione utilitaria, ovvero quella di sfruttare itinerari già esistenti durante le fasi di costruzione.

Le strutture vengono infine modificate a seguito di una ripianificazione dei sistemi di accesso, o per meglio dire di una loro monumentalizzazione che prevede una scalinata e un controllo del flusso della circolazione tra l’edificio di spettacoli e la Torre del Pretori.

Il settore settentrionale

Contrariamente a quanto accade nel settore meridionale, nel lato settentrionale del circo la presenza di affioramenti rocciosi a una quota decisamente più elevata, determina un adattamento differente delle strutture all’orografia del terreno. La fondazione del muro del podio si realizza regolarizzando la roccia, scavando una trincea, disponendo di testa un’unica fila di blocchi e colmando la risega risultante con conglomerato. I blocchi di fondazione, visibili in vari punti dell’edificio (fig. 133), presentano una dimensione notevole in lunghezza e difatti si dispongono di testa in modo da creare una sorta di piattaforma ampia circa m 1,5716. Sul piano d’attesa di questi blocchi si documenta una linea guida utile al posizionamento del primo filare dell’elevato (fig. 134). Al di sopra della fondazione si realizza il podio, spesso circa m 0,82, composto da 4 file di blocchi disposti a secco e di taglio, sul cui piano di attesa si attestano impronte di olivella per il sollevamento, grappe a doppia coda di rondine per il fissaggio e incassi riconducibili all’impiego di leve per la collocazione dei pezzi. La presenza di quest’ultimi incassi con cadenza regolare che rispettano esattamente la stessa posizione sul piano di attesa di ogni blocco, permette di rilevare come l’operazione fosse stata realizzata in modo estremamente standardizzato, muovendo i blocchi tutti nella stessa direzione (fig. 135a). Inoltre, lo strumento impiegato sembra essere lo stesso attestato presso la Torre del Pretori. Si tratta del pince a crochet, con un’impronta a L sulla faccia laterale del blocco da spostare associata a un incasso quadrangolare sul piano d’attesa del blocco già in opera e corrispondente al filare inferiore.

Blocchi di fondazione del podio nel settore meridionale del circo.
133. Blocchi di fondazione del podio nel settore meridionale del circo.
Linea guida utile al posizionamento del primo filare dell’elevato.
134. Linea guida utile al posizionamento del primo filare dell’elevato.

Durante gli scavi realizzati presso il C/Trinquet Vell nel 201417 sono stati rinvenuti due blocchi posti a poca distanza dalla facciata del podio su cui erano presenti rispettivamente due incassi quadrangolari, interpretati come possibili resti del basamento di una macchina per il sollevamento degli elementi lapidei (fig. 135b). Suddetto basamento sarebbe poi rimasto integrato negli strati componenti l’arena del circo.

Settore settentrionale del circo, zona orientale; a. resti del podio con dettaglio degli incassi utili al sistema di collocazione dei blocchi ; b. dettaglio del blocco possibilmente appartenente al basamento di una macchina per il sollevamento dei blocchi.
135. Settore settentrionale del circo, zona orientale; a. resti del podio con dettaglio degli incassi utili al sistema di collocazione dei blocchi ; b. dettaglio del blocco possibilmente appartenente al basamento di una macchina per il sollevamento dei blocchi (Díaz & Teixell 2017, 258, fig. 5).

Anche il lato settentrionale dell’edificio circense, come il meridionale, presenta una conformazione architettonica complessa. Nella parte centrale è una scalinata monumentale semicircolare che serve da connessione tra la terrazza intermedia e il circo. Scendendo dalla terrazza intermedia attraverso la scala si accede a una prima rampa a cui segue una piattaforma realizzata con lastre di grandi dimensioni18 in pietra locale di Santa Tecla e successivamente a un’ulteriore rampa di scale che giunge fino al circo. Già negli anni ’80 del secolo scorso era stata documentata dal TED’A una struttura semicircolare dall’ampiezza di m 23, di cui erano stati ricostruiti 23 gradini19, oltre al muro di delimitazione laterale realizzato in opera quadrata e coronato da una modanatura con gola dritta. Ulteriori scavi condotti negli anni ’90 hanno attestato il rinvenimento di grandi lastre pavimentali dalle dimensioni di m 1,40 in lunghezza 0,70 in larghezza e 0,20 in spessore sistemate su uno strato di conglomerato20.

A sorreggere la scalinata 4 gallerie si dispongono sull’asse nord-sud (fig. 136b): le due più esterne si sviluppano all’interno della terrazza intermedia e si addossano al muro di contenimento di questa; nel punto in cui corrono le due gallerie centrali, invece, il muro di terrazzamento si interrompe e i due ambienti, procedendo da nord verso sud, dall’interno della piazza intermedia giungono fino al podio del circo. Tutti e quattro questi ambienti cavi erano inaccessibili e dunque avevano solo finalità sostruttive. Gli spazi sono realizzati in conglomerato con una copertura che nelle gallerie laterali presenta l’unione di una porzione realizzata con piani d’imposta inclinati e una a botte, mentre in quelle centrali prevede un ulteriore settore con volta inclinata funzionale a sorreggere l’ultimo tratto della scalinata a sud. Sebbene non sia stato possibile prendere visione di tutte le porzioni degli ambienti conservati, i settori di volta realizzati nella parte interna del riempimento della terrazza intermedia sarebbero stati costruiti con una centinatura a baule di terra, gettando le volte su masse di terra appositamente sagomate, sfruttando un procedimento certamente più vantaggioso dal punto di vista economico (fig. 136a).

Ambiente voltato di sostegno alla scalinata di connessione tra la terrazza intermedia e il circo.
136. Ambiente voltato di sostegno alla scalinata di connessione tra la terrazza intermedia e il circo.

Resta da chiarire se in questa zona del circo fosse presente anche il cosiddetto pulvinar, edificio a prevalente destinazione religiosa dove venivano esposte le immagini delle divinità e che, a partire da epoca augustea, ospitava i membri della famiglia imperiale per assistere da una posizione privilegiata ai ludi21. Di questa eventuale struttura, il cui confronto più noto sarebbe da ricercare nel Circo Massimo, non è stata rinvenuta alcuna traccia. L’unico indizio che potrebbe far pensare alla sua esistenza sarebbe lo spessore delle murature delle sottostanti volte sostruttive che raggiunge anche i m 3, una dimensione che potrebbe essere giustificabile con la presenza di una struttura sovrastante.

Ai due lati della scalinata centrale si dispongono in senso nord-sud una serie di ambienti voltati che si addossano al muro di contenimento della terrazza intermedia con la duplice funzione strutturale di contrafforti del terrazzamento e sostegno delle gradinate e della praecintio. Gli ambienti in calcestruzzo con cortina di blocchetti regolari in marmo di Santa Tecla/llisós si realizzano con copertura in opus caementicium composta da una porzione a botte e una inclinata di circa 40 gradi.

I settori meglio conosciuti e che hanno fornito un maggior numero di informazioni relativamente al lato settentrionale del circo sono la zona della Plaça dels Sedassos/C. Ferrers e quello della ex Casa dels Militars (fig. 137). Per ciò che concerne il settore a ovest del pulvinar (Plaça dels Sedassos/C. Ferrers), una galleria corre in senso est-ovest (fig. 137a-b) con la funzione di contraffortare il muro di terrazzamento, esattamente come avviene nel lato opposto (settore della Volta Llarga). L’ambiente è realizzato completamente in opus caementicium con volta a botte costruita con centinatura a sbalzo: l’imposta della volta è difatti arretrata rispetto al filo verticale della cortina del paramento dell’alzato, di cui dunque parte della superficie superiore risulta aggettante per l’alloggiamento dei puntoni della centina (figg. 137b; 138). La scelta potrebbe essere dovuta alla presenza di strutture previe all’interno dello spazio costruito, probabilmente blocchi megalitici22. La galleria è in realtà suddivisa in due porzioni (figg. 137a-b; 138; 139) ai lati di un ulteriore ambiente voltato disposto però in senso nord-sud (figg. 137c; 140a). Nella porzione est è integrato uno dei discendenti per la raccolta delle acque meteoriche che provengono dalla terrazza intermedia che, con una sorta di percorso ad L girando prima a ovest di 90° e poi ancora una volta di 90° a sud, passa al di sotto dell’ambiente normale al muro di contenimento, precisamente sotto la rampa di scale posta all’interno di questo spazio. Infine scorre al di sotto dell’arena del circo per ricongiungersi con la canalizzazione principale a poca distanza dalla facciata meridionale dell’edificio (fig. 169).

Planimetria ricostruttiva del circo con dettaglio del settore settentrionale. A ovest la zona di Plaça dels Sedassos/C. Ferrers (a-b-c), a est quella della ex Casa dels Militars (d-e)
137. Planimetria ricostruttiva del circo con dettaglio del settore settentrionale. A ovest la zona di Plaça dels Sedassos/C. Ferrers (a-b-c), a est quella della ex Casa dels Militars (d-e), (rielaborazione autore da Macias et al. 2007, 29, fig. 19).
Settore orientale della lunga galleria parallela al muro di terrazzamento della terrazza intermedia.
138. Settore orientale della lunga galleria parallela al muro di terrazzamento della terrazza intermedia.
Settore occidentale della lunga galleria parallela al muro di terrazzamento della terrazza intermedia.
139. Settore occidentale della lunga galleria parallela al muro di terrazzamento della terrazza intermedia.

La citata rampa di scale è parte integrante di un percorso che dall’arena conduce al corridoio che separa la ima dalla summa cavea23. Oltrepassata la porta che si apre nel podio (figg. 137c; 140b), il percorso della galleria viene ristretto da due muri aggettanti, probabilmente per regolare il flusso di circolazione degli spettatori, per poi biforcarsi costeggiando i lati della rampa di scale. Per accedere a quest’ultima si sarebbe dovuto raggiungere la fine del corridoio e percorrere la scalinata in senso opposto rispetto a quello con cui si era entrati.

Ex Casa dels Militars: a. ambiente che corre in senso nord-sud con resti del basamento della rampa di scale; b. ingresso dall’arena del circo.
140. Ex Casa dels Militars: a. ambiente che corre in senso nord-sud con resti del basamento della rampa di scale; b. ingresso dall’arena del circo.

È probabile che nella zona a est del pulvinar esistesse, per simmetria alla parte a ovest, un altro accesso come questo, ma oggi non più conservato.

Si rileva come nel settore dell’attuale Plaça dels Sedassos/Trinquet Vell sia stato possibile documentare anche la composizione dell’arena che in questa zona raggiunge una quota di 47,05 m s.l.m. Si tratta di differenti strati sovrapposti che terminano con uno spessore di m 0,4024 di terra dal color rosso intenso composto da sabbia dalla consistenza argillosa25.

Risulta infine interessante notare come l’intervento antropico sull’orografia del terreno in questa zona sembra sia da attribuirsi a una fase previa alla costruzione del circo. È stato rilevato infatti come una prima azione di regolarizzazione/abbassamento del livello del banco roccioso fosse avvenuta in un’epoca indeterminata, ma comunque previa alla progettazione dell’edificio circense. Difatti le tracce dei lavori di sbancamento sembrerebbero avere una direzione nord-ovest/sud-est che non corrisponde con il posizionamento delle strutture del circo26. Inoltre, suddetti lavori non sembrerebbero giustificati dalla realizzazione dell’edificio circense considerando che si sarebbe potuto sfruttare il rilievo naturale per la messa in opera delle gradinate.

A est del pulvinar (ex Casa dels Militars) si documentano altri due accessi alla gradinata nord27 (fig. 137d-e): due ambienti voltati con copertura con piani d’imposta inclinati all’interno dei quali una rampa di scale conduce alla praecintio tra ima e summa cavea. Nell’ambiente “e” si osserva come dalla porta aperta nel muro in blocchi del podio (fig. 141a) si viene immessi in due stretti corridoi di ampiezza pari a circa m 1, forse due rampe28, che costeggiano i due lati della scalinata realizzata con nucleo in conglomerato e cortina di blocchetti regolari in Santa Tecla/llisós (fig. 141b). Al di sotto di questa rampa di scale, esattamente come avviene nel settore occidentale del lato settentrionale del circo (fig. 137c), scorre una delle diramazioni del sistema di smaltimento delle acque meteoriche provenienti dalla terrazza intermedia29.

Ex Casa dels Militars: a. porta di accesso dall’arena del circo; b. basamento della scalinata che conduce alla praecintio tra ima e summa cavea.
141. Ex Casa dels Militars: a. porta di accesso dall’arena del circo; b. basamento della scalinata che conduce alla praecintio tra ima e summa cavea.

A completare la conformazione architettonica del lato settentrionale, una piattaforma o visorium sanciva il punto di contatto tra l’edificio di spettacoli e il muro di terrazzamento della piazza intermedia, con un’ampiezza che doveva raggiungere i m 6,65. Alcuni resti del pavimento in cocciopesto30 della piattaforma sono stati rinvenuti in punti diversi del monumento. In particolare nel settore orientale (fig. 142a), sulla base degli interventi archeologici effettuati31, sembra potersi escludere la presenza di lastre. In questo punto il livello di quota raggiunge i 55,19/55,48 m s.l.m. con una leggera pendenza verso la zona centrale in cui si situa un pozzo per la raccolta delle acque meteoriche.

Resti della piattaforma superiore del circo o visorium con dettaglio della struttura a pianta rettangolare rinvenuta in negativo.
142. Resti della piattaforma superiore del circo o visorium con dettaglio della struttura a pianta rettangolare rinvenuta in negativo (Vilà et al. 2015, 79).

Un elemento interessante, nonostante il pessimo stato di conservazione dei resti, è stato il rinvenimento di una struttura in negativo di forma rettangolare con tre lati32 la cui base era realizzata in opus caementicium (fig. 142b). I resti sono stati documentati nell’angolo orientale del visorium del circo e sono stati interpretati come un possibile tempietto decorativo o una piccola tribuna per le autorità33.

Notes

  1. Macias et al. 2007a, scheda 237.
  2. Dupré et al. 1988, 51.
  3. A un’analisi autoptica, relativamente alla fattura del conglomerato cementizio, sembra si utilizzino principalmente ciottoli dal profilo arrotondato con l’inclusione di numerosi frammenti di ceramica utili a incrementare la consistenza della malta. Nella Volta di Sant Ermenegild si attesta una quantità molto elevata di caementa in proporzione alla malta con scarsa presenza di schegge di pietra. Sfortunatamente non è stato possibile effettuare analisi archeometriche.
  4. Si veda ad esempio, con riferimento al settore settentrionale, i resti conservati presso l’attuale Plaça dels Sedassos.
  5. I resti, siti attualmente nella Plaça de la Font 17, erano già venuti alla luce negli anni ’70 per poi essere oggetto di un primo studio da parte del Ted’a.
  6. Il podio presenta un’altezza di m 3,60.
  7. L’ambiente presenta un’ampiezza di m 4,30.
  8. Bermúdez 1993, 4.
  9. La quota della parte superiore della fondazione è di 44,40 m s.l.m.
  10. Piñol 2000a.
  11. Gli ambienti della Volta Llarga furono riutilizzati durante il V secolo con finalità di tipo domestico, mentre nel Medioevo si convertirono in spazi per lo smaltimento di scarti derivati da attività artigianali (Piñol & Mir 1995). In epoca moderna, i resti romani furono riutilizzati come magazzini o depositi sotterranei da strutture abitative costruite in questa zona.
  12. Piñol 2000a.
  13. Vd. infra. La quota di circolazione dell’accesso con arco in blocchi è pari a 53,91 m s.l.m., quella della Volta Llarga è di 53,14 m s.l.m.
  14. La nuova quota di circolazione è di 55,34 m s.l.m.
  15. La scalinata è stata ricostruita con circa 22 gradini.
  16. Díaz & Roig 2014, 151.
  17. Díaz & Roig 2014, 137.
  18. Alcuni dei pezzi presentano una dimensione di m 1,10 x 1,70 (Ted’a 1989c, 173). Durante l’intervento archeologico effettuato presso il C/Ferrers nel 1995 sono state documentate 3 lastre intere e 4 frammenti tutti in situ, a una quota di 55,22 m s.l.m. e al di sopra di uno strato di preparazione in conglomerato (Peña 1995, 19-20).
  19. Dall’altezza di m 0,60.
  20. Peña 2000a, 179.
  21. È tale funzione secondaria ad aver generato nella letteratura archeologica l’utilizzo del termine per indicare in modo convenzionale e inappropriato tribune o loggiati ubicati in posizione enfatica, ma privi di qualsiasi finalità religiosa e funzionali all’interno dell’edificio per spettacolo solo alla visione dei ludi (Marcatilli 2009, 206). Sul valore ambiguo della parola pulvinar si veda per una sintesi: La Rocca 2007; Van Den Berg 2008.
  22. Fernández et al. 2017, 130-131.
  23. L’accesso documentato si situa nella Plaça dels Sedassos 14 (Peña 2000b, 198; Piñol 2000b; Macias et al. 2007a, scheda 216), mentre se ne ipotizza un altro alla Plaça dels Sedassos 26.
  24. Questo strato copriva per almeno m 0,30 la fondazione del podio.
  25. Díaz et al. 2017, 258. Al di sopra dello strato roccioso vi era uno strato inferiore regolarizzato e compatto realizzato con scarti di roccia e materiale argilloso, mescolato a pietra di medie-piccole dimensioni, inserti di calce e terra di colore giallo. Successivamente si alletta uno strato di m 0,30 composto da terra argillosa, scarti di lavorazione di pietra, elementi lapidei di piccole dimensioni e inserti di calce.
  26. Fernández et al. 2017, 130.
  27. Uno dei due ingressi si situa nell’ambiente voltato perpendicolare disposto all’estremo ovest della Volta Llarga (Piñol 2000a, 92), l’altro in coincidenza con l’attuale C/Trinquet Vell 12.
  28. Si deve tenere in considerazione che il livello di quota dell’arena è pari a 46,60 m s.l.m., mentre quello interno alla volta a 49,46 m s.l.m. La differenza di quota di circa m 3, sarebbe stata risolta con la presenza di rampe, dato il mancato rinvenimento di gradini nei due corridoi laterali alla rampa di scale.
  29. Il discendente che convoglia le acque meteoriche che provengono dalla terrazza intermedia si trova a est del paramento orientale della galleria “e”, al di sotto della quale si immette a una quota di 48,08 m s.l.m. per poi girare di 90° a sud e scorrere sotto la rampa di scale.
  30. Peña 1995a, 19.
  31. Vilà 2012, 35.
  32. Le dimensioni massime sono m 6, 20 in ampiezza e m 4,14 di profondità.
  33. Vilà et al. 2015, 78.
ISBN html : 978-2-38149-006-9
Posté le 30/08/2020
EAN html : 9782381490069
ISBN html : 978-2-38149-006-9
Publié le 30/08/2020
ISBN livre papier : 978-2-35613-358-8
ISBN pdf : 978-2-35613-357-1
ISSN : 2741-1508
27 p.
Code CLIL : 4117 ; 3385
http://dx.doi.org/10.46608/DANA2.9782381490069.7
licence CC by SA

Comment citer

Vinci, Maria Serena, “Capitolo 4. Il circo”, in : Vinci, Maria Serena, Il “Foro Provinciale” di Tarraco (Hispania Citerior): tecniche e processi edilizi, Pessac, Ausonius éditions, collection DAN@ 2, 2020, p. 109-136, [En ligne] https://una-editions.fr/il-circo [consulté le 7 septembre 2020].

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