UN@ est une plateforme d'édition de livres numériques pour les presses universitaires de Nouvelle-Aquitaine

Lieu d'édition : Pessac

Accès au livre Vix et le phénomène princier
This chapter presents the results of recent extensive high-resolution magnetic surveys of the landscape associated with the princely site of Vix and Mont Lassois with its remarkable architectural remains and submontane necropolis. Current investigations focus on the area around this ancient trading hub from the Late Bronze Age through the Hallstatt Culture and into the La Tène period. So far, archaeological investigations have shaped detailed ideas about the development of society and its ritual and mortuary practices, but most of the landscape between the monuments has not been explored thoroughly. Nowadays, a set of state-of-the-art methods and tools is available with which to identify hidden structures in a cost-effective and, at the same time, non-destructive way. While early aerial photography paved the way, enhanced by satellite imagery and LiDAR, geophysical surveys provide insights into internal structures of monuments and – on a landscape level – into large and complex systems originally shaped to express power and ritual beliefs.
Accès au livre Vix et le phénomène princier
Lorsqu’il s’agit d’évaluer le degré de sophistication des communautés protohistoriques en général et de la société hallstattienne en particulier, l’accord entre chercheurs/archéologues est loin d’être fait puisque d’aucuns la classent dans les sociétés de type tribal, animées par des Big Men, d’autres la conçoivent comme évoluant vers l’État archaïque , certains évacuent le sujet d’un revers de la main, et la plupart, semble-t-il, la considèrent comme une chefferie complexe.
Accès au livre Vix et le phénomène princier
The colloquium on ‘Vix and the Princely Phenomenon’ was held at Châtillon-sur-Seine in 2016. It was organized as a sequel to the 1993 event (Brun & Chaume (eds) 1997). Participants at the first symposium were predominantly ‘prince-sceptical’. Back in 1993 the systemic perspective we defended had been contested by supporters of the post-processualist movement initiated by Ian Hodder (1982).
Accès au livre Vix et le phénomène princier
Le colloque “Vix et le phénomène princier” s’est tenu à Châtillon-sur-Seine en 2016 ; il a été organisé comme une suite de celui de 1993 (Brun & Chaume, éd. 1997). La conception qui dominait parmi les participants du premier symposium était “princiéro-sceptique”. En 1993, la perspective systémique que nous défendions avait été contestée par des adeptes du courant post-processualiste, lancé par Ian Hodder (1982).
Accès au livre Vix et le phénomène princier
En 1953, était découverte par René Joffroy et Maurice Moisson, au pied du mont Lassois, la tombe de la princesse de Vix et son trésor datés du début du VIesiècle av. J.-C., confirmant le caractère hors norme de ce terroir qui livrait depuis le début des années 30 des tessons de céramique peinte et des fibules illustrant les échanges entre Celtes et populations méditerranéennes.
Nella Puglia meridionale la facile disponibilità di argille adatte alla modellazione di forme ceramiche è elemento che nel corso dei secoli ha determinato lo sviluppo di un artigianato capace di produzioni destinate agli usi quotidiani ma anche di realizzazioni che si collocano in un ambito di pregio artistico.
Nella Puglia meridionale la facile disponibilità di argille adatte alla modellazione di forme ceramiche è elemento che nel corso dei secoli ha determinato lo sviluppo di un artigianato capace di produzioni destinate agli usi quotidiani ma anche di realizzazioni che si collocano in un ambito di pregio artistico.
Nella Puglia meridionale la facile disponibilità di argille adatte alla modellazione di forme ceramiche è elemento che nel corso dei secoli ha determinato lo sviluppo di un artigianato capace di produzioni destinate agli usi quotidiani ma anche di realizzazioni che si collocano in un ambito di pregio artistico.
Il presente lavoro verte su una raccolta delle evidenze archeologiche ed epigrafiche attestanti l’attività laniera nei territori facenti parte della V Regio in epoca romana e che oggi corrisponde alla Provincia di Teramo. Tale contributo nasce, infatti, dall’intento di delineare un quadro d’insieme sulla produzione laniera nel territorio teramano e, in particolare, di definire la distribuzione dei luoghi di rinvenimento di queste attestazioni: premessa fondamentale per poter individuare eventuali centri di produzione manifatturiera, ma anche per verificare se tali attività fossero predominanti in centri urbani, o piuttosto presso gli insediamenti rurali.
La Municipalità di Acquaviva delle Fonti (BA), nel 1998, intese promuovere la conoscenza delle aree di interesse storico-archeologico del proprio territorio, per definirne il Piano Regolatore Generale e determinare il programma di intervento volto alla tutela e alla promozione del comparto paesaggistico comunale (fig. 1). Nell’ambito dello studio urbanistico di disaggregazione degli spazi rurali fu dunque avviato il preliminare censimento dei siti archeologici realizzato mediante sopralluoghi mirati nel territorio e applicati ad aree ritenute potenzialmente rilevanti sulla base di indicazioni attinte alla storiografia disponibile.
L’archeologia tessile si occupa della produzione di tessuti ottenuti intrecciando fibre di origine vegetale, animale o minerale, a mano o con l’ausilio di strumenti: una delle prime forme di tecnologia artigianale sviluppate dall’uomo per un’innumerevole quantità di funzioni. Campi di interesse sono le tecniche di produzione a partire dal reperimento delle fibre fino alla realizzazione del prodotto finito, alla sua eventuale commercializzazione e al suo consumo.
Le ricerche condotte dalla Soprintendenza Archeologica dell’Emilia Romagna tra il 1993 e il 1994 in via d’Azeglio, a Ravenna, hanno portato alla luce un ampio complesso residenziale, collocato nel quadrante nord-occidentale della maglia insediativa urbana. Il contesto indagato, composto da nuclei abitativi affacciati su un asse viario dotato di un sistema di smaltimento delle acque, rappresenta un unicum nel quadro delle indagini sul centro ravennate, sia per collocazione topografica che per sviluppo diacronico.
Retour en haut